Relazione programmatica sulla Scuola e L’Università
Una relazione sullo stato di salute della nostra Scuola ed Università
Prof. Davide Frascella Vice Segretario Nazionale PSDI
5/11/20263 min read
Cari Compagni e Compagne prima di cominciare la mia relazione sullo stato della Scuola e dell’Università Italiane permettetemi di ringraziare la mia Comunità politica di essere qui con voi. Senza il solerte e silenzioso impegno del Nostro Segretario Paolo Preti oggi il PSDI non esisterebbe se non sui libri di Storia. Lui, con pochi compagni ha ricostruito una presenza Socialista Democratica nei territori e di questo dobbiamo rendere omaggio. Ora bisogna dare voce a tutti quei riformisti che hanno bisogno di una casa comune e il PSDI darà il suo contributo fondamentale alla nascita di tale progetto politico. Per quel che concerne lo stato della scuola e dell’Università italiane sono state avviati progetti di riforma che interessano gli istituti tecnici e professionali con l’obbiettivo di renderli più aderenti al mercato del lavoro, tra i punti più controversi la scelta della filiera 4+2 negli ITS Academy per un collegamento diretto scuola-lavoro e revisionando la presenza di alcune discipline curriculari. Come Docente ed esponente Socialdemocratico devo esprimere la mia contrarietà all’aziendalizzazione della Scuola italiana, che oltre a formare dei futuri lavoratori deve anche formare i futuri cittadini del domani. Non si può costruire una Scuola fondata solo sulle competenze, essa deve essere anche una Scuola fondata sui saperi e sulle conoscenze. Il mio punto di vista sulla cosidetta Formazione Scuola Lavoro si fonda sull’osservazione degli altri modelli educativi europei, come quello delle Real Schule Tedesche che prevedono 4 0 5 Anni di corso scolastico fondato sulle discipline generali curriculari o di indirizzo e solo dopo il conseguimento del Diploma un anno di vera formazione aziendale con tirocini adeguatamente retribuiti e davvero utili per le Aziende alla ricerca continua di giovane personale da qualificare. Si cancellino quelle inutili ore di formazione nel triennio insufficienti per qualsiasi vera formazione aziendale( 90 per i licei, 150 per gli istituti tecnici e 210 per i professionali) e le si utilizzino per l’educazione civica, il diritto, l’economia , e si rafforzi la presenza nei diversi corsi di studi della Storia dell’Arte per conoscere meglio il nostro immenso patrimonio culturale, della Musica per dare agli studenti una vera e profonda conoscenza della nostra storia musicale e della civiltà latina della quale tutti noi siamo eredi diretti. Si creino laboratori linguistici, informatici e teatrali nei pomeriggi e si faccia della Scuola una vera comunità ermeneutica ed educante. Un grande progetto educativo che faccia della Scuola italiana una risorsa per il nostro Paese e che metta gli studenti e i docenti al centro di tale straordinaria opportunità. Il PSDI vuole dare risposte concrete ai problemi della scuola e vuole valorizzare la figura dei docenti, ingiustamente depressa e umiliata anche da un punto di vista economico. Rispetto per la figura del docente e per la sua professionalità, meno intrusioni da parte di genitori invadenti e dirigenti lassisti nei consigli di classe ed energici interventi disciplinari di fronte a intimidazioni o violenze che minino l’autorevolezza del corpo docente. La Scuola italiana deve essere POSTA AL CENTRO del progetto di rinnovamento della Società e non come un servizio del quale si individua un costo ogni anno da limitare con demansionamenti o precariato diffuso. Il PSDI vuole essere il partito che mette al centro delle sue battaglie la difesa della Scuola pubblica e Laica nella quale meriti individuali e bisogni collettivi devono essere salvaguardati. Bisogna fornire a tutti gli studenti le stesse opportunità, favorire l’inclusione dei più deboli e nello stesso tempo valorizzare le eccellenze con borse di studio e incentivi economici che devono essere estesi anche alle Università. Bisogna limitare il numero di queste Università telematiche che forniscono spesso una formazione non comparabile con quella degli altri atenei statali del nostro Paese e combattere l’annoso e devastante fenomeno dei concorsi che favoriscono parenti e amici dei docenti ordinari e che danno una pessima immagine delle nostre Università suffragate da dure inchieste giornalistiche da lodare. Gli Atenei pur salvaguardando la loro autonomia devono aprirsi al mondo e incrementare progetti di ricerca comune con le più prestigiose Università del mondo non dimenticando che le più antiche Università europee sono italiane e ricordiamolo con orgoglio. Una Sinistra responsabile e moderna non si limita a offrire le proprie idee ma è aperta al contributo di tutte le componenti del mondo della Scuola e dell’Università per costruire un grande progetto educativo che veda nella Scuola il volano della ripresa economica e sociale del nostro Paese. Noi Socialisti Democratici vogliamo essere il punto di riferimento di chi senza strepiti o inutili populismi e sovranismi vuole costruire la Scuola del Domani uno dei pilastri di quel Welfare state sognato da Tage Erlander, Gunnar Myrdal, Willie Brandt e Giuseppe Saragat.
